 |
 |
Il
Comune di Porano è gemellato, dal 1976, con il Comune
francese di Caudrot.
I rapporti sono nati dall’emigrazione di alcune famiglie
locali nella zona e sono stati costruiti e intrattenuti sulla
base della comune tradizione viticola ed enologica.
Attraversato dalla Nazionale 113 Bordeaux-Marsiglia, Caudrot
è un villaggio di circa 900 abitanti. A 90 km da Bordeaux,
è situato sulla riva destra della Garonna, tra i due
più vasti centri di Langon e La Réole, a 7 km
dal pregevole borgo medievale di Saint Macaire, nella zona d’Aquitania
chiamata Entre-Deux- Mers. Il suo nome viene dal latino Caput
Droti, che significa “Estremità del Dropt”,
a voler sottolineare la sua posizione alla confluenza del Dropt
e della Garonna.L’origine di Caudrot risale all’anno
450, quando una carovana di poche persone, scacciate dal centro
della Gallia dagli Unni, si stabilì in questo luogo fluviale,
ritenuto adatto per prosperare e crescere. |
Nel
giro di un secolo, anche per l’arrivo e l’integrazione
di Guasconi della Biscaglia e dei Pirenei, la popolazione
arriva ad alcune centinaia di abitanti: un nuovo borgo,
CAUDRA DROTIS, è nato.
Sotto Pipino il Breve, nell’VIII secolo, il villaggio
si estende ulteriormente; Carlomagno, al suo ritorno dalla
Spagna, vi abita e vi fa costruire una basilica e una
scuola.
Nell’862, sotto la minaccia normanna, la città
viene fortificata. Gli abitanti scavano un fossato e costruiscono
una cinta di mura, con due porte principali: una a Nord
(esistente, ma ricostruita nel XVIII secolo); ed una ad
ovest, di cui è visibile un resto di muro nel quartiere
Terré. Ma quando i Normanni arrivano in Aquitania
per saccheggiare e incendiare le città |

Il
Comune
|

La Chiesa |
della
Valle della Garonna, anche Caudrot non viene risparmiata;
in gran parte distrutta, viene ricostruita dai suoi abitanti
alla fine del IX secolo.
Nel XV secolo una chiesa viene eretta sul Cassinoglium
– oggi Casseuil – l’antica torre fortificata
voluta da Carlomagno alla confluenza della Garonna –
e varie case sono costruite sugli antichi fossati. In
questa epoca il nome CAUDRA DROTIS è sostituito
da CAPDROPT, che diverrà CAUDROT nel XVII secolo.
Risale a quest’ultimo periodo anche la costruzione
di Château Gayon, attualmente proprietà viticola.
Caudrot, circondata da mura, si dichiara “Città
Chiusa”, ossia privilegiata, in quanto esente dalle
imposte dalle quali erano gravate le città aperte,
e nel 1602 Enrico IV confermò il privilegio. In
questo frangente, che è quello delle guerre di
religione, Caudrot vede la presenza di molti riformati
e il protestantesimo sarà rilevante per circa duecento
anni, fino al 1728.Alla fine del XVIII secolo, dopo un
incendio vengono ricostruiti il campanile e la navata
della Chiesa. Nella Chiesa Saint-Christophe sono presenti
delle architetture a trompe l’oeil, dipinte a metà
del XIX secolo dai pittori Bonnet e Vincent, che sono
classificate come patrimonio nazionale.
L’assetto attuale di Caudrot risale prevalentemente
all’inizio del 1900, quando i borghesi del luogo
comprano i fossati |
della
città e fanno costruire la case che formano la
facciata sud dell’attuale Place des Tilleuls. Comincia
l’epoca della prosperità, dovuta al commercio
dei vini attraverso la Garonna, grazie alla strategica
posizione di porto fluviale ben collegato con Bordeaux.
Ancora oggi l’economia di Caudrot e dei suoi dintorni
è basata, in gran parte, sulla viticoltura e sulla
produzione dei prestigiosi vini Bordeaux e Bordeaux Superiore,
che comprendono 8 denominazioni di origine controllata.
Sono denominazioni presenti ovunque in Gironda, che rappresentano
il meglio della produzione vinicola del Bordolese.
Portata dalla colonizzazione gallo-romana, la vigna, che
si sviluppa soprattutto nei possedimenti dei monasteri
e dei gradi signori laici, offre fin dal Medio Evo una
produzione largamente destinata all’esportazione,
attraverso le rotte privilegiate di Bordeaux e dei grandi
porti dell’Inghilterra.
La prestigiosa qualità dei vini si deve, in questa
zona, ad un fortunato connubio tra l’eccezionalità
del suolo (argilla, calcare, limo, sabbia, ciottoli e
grave), la scelta dei vitigni, l’unicità
e l’accuratezza della vinificazione. |
L'entrata della città |
La
Garonna |
La
piazza " des Tilleuls " |
|
|
|