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A dieci anni dalla scomparsa ricordiamo Don Dante Cioccolo
Ricorre il 21 gennaio 2005 il decennale della morte di don Dante Cioccolo, amatissimo parroco di Porano, nella chiesa di San Biagio, dal 1963 al 1995, anno della sua morte. Ma a Porano don Dante era giunto, a far da prete tra i contadini di Castel Rubello, fin dal 1947, facendosi subito amare, per vari e diversi motivi, dalla popolazione.
Era nato a Napoli il 19 maggio 1923, da madre bolsenese e padre originario di Grotte Santo Stefano, militante nell’arma dei carabinieri. Ordinato sacerdote a Orvieto il 29 giugno 1946, dopo aver tenuto per qualche tempo lezioni di matematica e di disegno nel seminario diocesano, nel giugno 1947 veniva assegnato a Castel Rubello.
Dotato per natura di grande senso pratico, di amore per il lavoro manuale, di un’arguta e ponderata sapienza, di una sottile vena di umorismo e ironia, si era subito fatto amare dagli abitanti del luogo per la sua capacità di passare dalla lettura del breviario e dal disbrigo dell’ufficio ecclesiastico, alla condivisione di attività lavorative apparentemente più laiche, quali il lavoro agricolo o in officina. Era anche questo, a suo avviso, un modo di farsi accettare come prete, un risvolto della propria missione pastorale in luoghi dove il lavoro concreto conta, dà autorevolezza e onorabilità; e così, in effetti, per lui è stato.
Dotato di una vera e propria passione sociale, capace di mettersi in relazione con tutti, la parte più ampia delle sue premure don Dante la riservò ai bambini e ai giovani, che sempre lo hanno ricambiato con confidenza e vivo affetto. Per loro, improvvisandosi impresario sportivo, creò uno dei primi campi di calcio parrocchiali, aprì una sala cinematografica e organizzò attività di studio e di tempo libero in parrocchia; con loro studiò, creò, si divertì, tanto che in molti ricordano come fosse sempre e allegramente circondato dai bambini: che amava, e che lo amavano.

Istituì, anche, quella processione del venerdì santo, fatta di quadri animati, che richiedeva lunga e accurata preparazione, ma che faceva confluire a Porano, per assistere alla Passione di Cristo, gente da molti luoghi.
Quel sabato 21 gennaio di dieci anni fa, forse per premiare la sua missione sempre vicina alla gente e sempre attiva, la morte lo ha colto in pieno servizio sacerdotale, mentre si apprestava, con l’abito talare e le insegne sacerdotali, a celebrare - verso le 15,30 - una liturgia funebre.
Nella dolorosa, generale sorpresa, la popolazione di Porano dava il commiato al sacerdote, ma anche al maestro, all’operatore sociale, all’amico: triste per la separazione, ma certa che non ci sarebbe stata dimenticanza.
A dieci anni dalla morte, oltre che dalla parrocchia di San Biagio, don Dante Cioccolo sarà ricordato e celebrato dall’amministrazione comunale, che intitolerà alla sua figura il riqualificato belvedere di Piazza Garibaldi. La cerimonia di inaugurazione avrà luogo in Piazza Garibaldi giovedì 3 febbraio, festa di San Biagio patrono di Porano, dopo la messa delle 11,30.
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