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Adulti

ANDREA CAMILLERI, La paura di Montalbano, Milano, Mondadori, 2002, 321 p. (collocazione biblioteca CAM-Gialli)

Il delitto nato dall'offesa ripetuta, dalla dignità umiliata, dal rancore cresciuto nel tempo è forse più frequente, nell'intera epopea di Montalbano e in questi sei racconti, che non il gesto violento provocato dall'impulso cieco, dalla rabbia di un attimo. Come se anche nel delitto i personaggi di Camilleri rimuginassero un'ossessione, un rovello antico, come se il gesto criminale che pretende di recidere un groviglio altro non sia che la forma estrema di un tormento che riguarda tutti. Il maresciallo Verruso, formale, pignolo, apparentemente una specie di antimontalbano, eppure grandioso nella dignità con cui custodisce un suo tremendo segreto. La signora Giulia Dalbono che, in una sorta di assurdo paradosso, non riesce più ad aprire gli occhi dopo un incidente che invece avrebbe dovuto spalancarglieli per sempre. Gli sguardi selvatici della picciotta Grazia Giangrasso di Ferito a morte e le due vecchie signore di Meglio lo scuro nelle quali Montalbano si imbatte indagando su un fatto inquietante avvenuto cinquant'anni prima...

JOHN GRISHAM, La convocazione, Milano, Mondadori, 2002, 322 p. (collocazione biblioteca GRI-Verdi)

Ray Atlee, professore di legge all'Università della Virginia, ha quarantatré anni e da poco è stato abbandonato dalla moglie. La sua vita scorre in una monotonia appena scalfita dalle lezioni di volo e dal sogno irrealizzato di possedere un aereo. Suo fratello Forrest, invece, è la classica pecora nera della famiglia, da sempre alle prese con problemi di alcol e droga. Grande è il disappunto di Ray quando riceve una fredda convocazione dal padre, il vecchio giudice Reuben V. Atlee, uomo rigido e integerrimo che, malato terminale di cancro, vive recluso nella malandata dimora di Maple Run, nel Mississippi. Nella lettera il Giudice richiede la presenza dei figli per discutere l'amministrazione dei beni di famiglia. Al suo arrivo Ray trova il padre cadavere con una confezione di morfina accanto e, in un nascondiglio, alcune scatole piene di soldi. Da dove vengono? Perché non se ne fa cenno nel testamento? E chi altri conosce l'esistenza di quel denaro? Il mistero legato all'origine del patrimonio e la decisione di non perdere l'inaspettata ricchezza coinvolgeranno il protagonista in un incubo dai contorni indefinibili.

MARGARET MAZZANTINI, Non ti muovere, Milano, Mondatori, 2002, 304 p. (collocazione biblioteca MAZ-Rosa)

Una giornata di pioggia e di uccelli che sporcano le strade, una ragazza di quindici anni che scivola e cade dal motorino. Una corsa in ambulanza verso l'ospedale. Lo stesso dove il padre lavora come chirurgo. È lui che racconta in presa diretta l'accerchiamento terribile e minuzioso del destino. Nell'attesa, gelata dal terrore di un evento estremo, in un salotto attiguo alla sala operatoria, Timoteo, che da anni sembra essersi accomodato nella sua quieta esistenza di stimato professionista, di tiepido marito di una brillante giornalista, di padre distratto di un'adolescente come tante, è di colpo messo a nudo, scorticato, costretto a raccontarsi una verità che gli restituisce un'immagine di sé straniata e violenta. Parla a sua figlia, parla a se stesso nel silenzio che lo circonda. Rivela un segreto doloroso che sembrava sbiadito dal tempo. Con precisione chirurgica rivela gli scompensi della sua vita, del suo cuore, in un viaggio all'indietro nelle stazioni interiori di una passione amorosa che lo ha trascinato lontano dalla propria identità borghese, verso un altro se stesso disarmato e osceno.

MARCELA SERRANO, Quel che c’è nel mio cuore, Milano, Feltrinelli, 2002, 254 p. (collocazione biblioteca SER)

Come fare i conti con il passato e con le proprie origini? Una nuova emozionante avventura tutta al femminile di Marcela Serrano. Camila, cilena di nascita e rifugiata da anni negli Stati Uniti, ha appena perso il figlio. È disperata, in crisi con il marito e incapace di accettare l’aiuto della madre perché nutre nei suoi confronti un devastante senso d’inferiorità. Malgrado il suo malessere, Camila accetta di fare un reportage in Messico. Giunge a San Cristóbal de las Casas, una sperduta cittadina i cui abitanti sostengono il mitico subcomandante Marcos. Qui incontra Reina Barcelona che, inconsapevolmente, riapre in lei antiche ferite. Reina aveva infatti conosciuto sua madre nelle prigioni di Pinochet. Camila aveva cercato una precaria sicurezza nell’esilio, nel matrimonio e nella maternità; la madre invece aveva voluto restare in Cile a battersi contro il regime. Anche Reina è a fianco dei ribelli messicani. La vicenda di queste due donne coraggiose suscita in Camila una profonda riflessione e, dopo alcune titubanze, si lascia coinvolgere nella lotta politica, anche per fare i conti con il passato e le proprie origini. Quel che c’è nel mio cuore, frase tipica delle donne maya per concludere i propri racconti, offre il ritratto vivace e intenso di una donna che conquista la volontà di sopravvivere al suo terribile dolore.

GINO STRADA, Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra, Milano, Feltrinelli, 2002, 156 p. (collocazione biblioteca STR)

Le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell'esperienza di un medico militante di Emergency sugli scenari di guerra del nostro tempo. Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l'attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi. I vecchi afghani li chiamano pappagalli verdi. Questo libro ci consegna le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell'esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.

BANANA YOSHIMOTO, La piccola ombra, Milano, Feltrinelli, 2002, 102 p. (collocazione biblioteca YOS)

Una raccolta di racconti centrati sul tradimento, considerato come parte integrante e inevitabile della nostra esistenza. Cosa significa tradire? Come si tradisce? Il tradimento ha per tutti lo stesso significato? Banana Yoshimoto, più che dare risposte, disegna paesaggi emotivi che delineano i confini di uno degli aspetti più dolorosi ed enigmatici del vivere. Chi tradisce? La fanciulla che ha una relazione con un uomo sposato o la moglie ingannata che, consapevole dell’affaire, mente annunciandole la morte dell’amante? Chi si sente più tradito? La madre che pensa sia giusto confidare alla figlia la data di morte della nipotina appena nata, rivelandole il suo calcolo astrologico, o la figlia che non vorrà mai più perdonarla per la nefasta profezia? Le protagoniste di questi racconti sono giovani donne giapponesi tra i venti e i trent’anni. Per motivi disparati, si trovano in Argentina, Paraguay, Brasile: terre dalle tinte fortissime, colme di una straordinaria energia vitale che colpisce la loro sensibilità. Sono tutte partecipi o spettatrici di un tradimento che, dalla prospettiva straniata dell’essere altrove, acquista una dimensione diversa e diventa un’occasione speciale per riflettere più profondamente sulla propria identità. Come spesso succede con Banana Yoshimoto, più che la trama in sé, è lo sviluppo dei personaggi ad avere importanza, il loro modo di accostarsi alla realtà e ai suoi molteplici aspetti. E nelle loro differenti vicende, il tradimento diventa un inevitabile passaggio dell’esistenza, un’esperienza integrante della vita.


SIBILLA ALERAMO, Una donna, Milano, Feltrinelli, 2002
Questo romanzo di sibilla Aleramo è del 1906. la sua immediata fortuna in Italia e nei paesi in cui fu tradotto segnalò una nuova scrittrice, che in seguito avrebbe fornito altre prove di valore, segnatamente nella poesia. Ma soprattutto esso richiamò l’attenzione per il suo tema: si tratta infatti di uno dei primi libri femministi apparsi da noi.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA LF ALE

MICHAEL CUNNINGHAM, Carne e sangue, Milano, Bompiani, 2002
Di quanta carne e di quanto sangue è fatto il Sogno Americano? Di quanta fatica, sudore, lacrime, sogni infranti e sorrisi spezzati? Nella storia della famiglia Stassos, nei cento anni che i suoi componenti vivono sul suolo americano alla ricerca di una felicità ordinaria eppure impossibile, Michael Cunningham intreccia i fili di differenti identità, di mondi diversi destinanti a entrare in collisione con gli altri e soprattutto liberi di seguire il proprio corso, e invece votati, quasi per diritto di nascita, a muoversi, esplorare, provare gioie laceranti e salvifici dolori il cui tratto pare già segnato. In questo romanzo l’autore orchestra una danza composita in cui ciascun personaggio sembra muoversi nella luce baluginante dell’inquietudine, per poi toccare e riconoscere, in quei fragili istanti che riscattano un’esistenza, l’eterea poesia della vita.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA CUN

HAIDI E GIULIANO GIULIANI, Un anno senza Carlo, a cura di Antonella Marrone, Milano, Baldini&Castaldi, 2002, 128 p.
Genova 20 luglio 2001: durante gli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti anti G8, in piazza Alimonda, da una camionetta dei carabinieri qualcuno spara due colpi di pistola. Uno raggiunge in pieno viso Carlo Giuliani, 23 anni, e lo uccide. Carlo aveva in mano un estintore. A distanza di un anno - un anno travagliato da polemiche politico-giudiziarie, indagini della Procura genovese e commissioni d'indagine parlamentari, depistaggi e colpi di scena - la giornalista Antonella Marrone ha incontrato Haidi e Giuliano, i genitori di Carlo, per un confronto-confessione su come è cambiata la loro vita dopo la morte del figlio. Ne è nato questo libro, una sorta di diario tra passato e presente, una trama di pensieri, ricordi e voci che si intrecciano. Un anno senza Carlo è il cammino orgoglioso di un padre e una madre verso una verità ancora negata, un anno di lavoro e di paziente esame di foto, filmati e documenti sulle giornate di Genova. Un anno in cui la disperazione ha lasciato spazio all'impegno civile: informare (nelle scuole, assemblee sindacali, forum sociali), indignare le coscienze è diventato l'imperativo etico dei coniugi Giuliani, per "avvertire" con la loro testimonianza altri giovani e fare in modo che non si dimentichi. Il libro, va detto, ha una forte carica di denuncia, lucida e consapevole, avanzando più di un sospetto che quel giorno maledetto chi era responsabile dell'ordine pubblico abbia voluto alzare il livello della provocazione per poter autorizzare la repressione, creando così le premesse per quella "trappola" che è diventata piazza Alimonda. Ma non c'è odio, non si urla vendetta, anzi si offre un'altissima lezione morale: il diritto ad avere giustizia va oltre il risarcimento della vittima e riguarda lo Stato di diritto (in quei giorni umiliato); se, quindi, questa tragedia può servire è solo affinché in futuro, in un Paese democratico, "nessuno si permetta di ammazzare un altro ragazzo in questo modo", e per ciò, se necessario, si può anche usare la memoria di un figlio.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA GIU

ETTY HILLESUM, Diario 1941-1943, Milano, Adelphi, 2002
Nata nel 1914 a Middelburg da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum morì ad Auschwitz nel novembre del 1943. il suo diario, fortunosamente scampato allo sterminio della famiglia e poi passato di mano in mano, apparve finalmente nel 1981 presso l’editore De Haan, riscotendo un immenso successo, paragonabile a quello che accolse il Diario di Anna Frank.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA LF HIL

ETTY HILLESUM, Lettere 1942-1943, Milano, Adelphi, 2002
“Credo che per noi non si tratti più della vita, ma dell’atteggiamento da tenere nei confronti della nostra fine”. Le lettere, scritte in gran parte nel campo di Westerbork, che ci permettono di udire la voce di Etty Hillesum fino all’ultimo – fino alla cartolina gettata dal treno che la portava ad Auschwitz.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA LF HIL

AMIN MAALOUF, Gli scali del levante, Milano, Bompiani, 2001
Attraverso la storia dell’ultimo discendente della dinastia imperiale ottomana, il romanzo ripercorre gli eventi storici che hanno segnato la politica del Medio Oriente dalla caduta dell’Impero Ottomano fino alla nascita dello Stato d’Israele e alla guerra civile in Libano. Ossyan, principe ottomano, nato da una famiglia da sempre intollerante nei confronti delle divisioni etiche e razziali, si trova un po’ per educazione un po’ per caso eroe della Resistenza francese. Mentre lotta per liberare la Francia dai nazisti conosce Clara, un’ebrea di cui si innamora perdutamente. Insieme a lei, decide di vivere la sua vera rivoluzione. Lui, un mussulmano, sposa un’ebrea proprio quando il mondo intero è ormai rassegnato a vedere arabi ed ebrei ammazzarsi tra loro; “tutti se ne erano fatti una ragione” tranne loro due che combatteranno, mettendo a repentaglio tutto ciò che avevano di più caro per opporsi al corso della storia.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA MAA

TONI MORRISON, Amatissima, Piacenza, Frassinelli, 1998
Un romanzo di straordinaria intensità in cui si narra la vita di Sethe, una giovane e indomabile donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile, si ribella alla propria schiavitù e fugge al Nord, verso la libertà. La sua vicenda si intreccia con quella di altri indimenticabili personaggi in un racconto che si insinua nei meandri del tempo, lasciando scaturire ora qua ora là il non detto, scaglie di ricordi troppo penosi per essere contenuti, dolorosi frammenti di memoria.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA MOR

HALINA POSWIATOWSKA, Racconto per un amico, Vicenza, Neri Pozza Editore, 2001
L'autrice di queste pagine nacque nel 1935 e morì nel 1967, in Polonia, all'età di trentadue anni. Era gravemente malata di cuore, per un'angina curata male in tempo di guerra. Era anche una poetessa, amata e venerata dai giovani del suo paese. Tra il 1997 e il 1998, la pubblicazione delle sue opere complete non soltanto la consegnò definitivamente ai grandi della letteratura polacca, ma permise anche di inscriverla a buon diritto in quella tradizione di scrittura femminile che da Virginia Woolf conduce a figure quali Marlen Haushofer e Ingeborg Bachmann. E, tuttavia, è in questo libro - un racconto autobiografico che apparve pochi mesi prima della sua morte - che emerge, nitido, l'indissolubile legame tra scrittura e vita che caratterizza, in un modo assolutamente particolare, il suo stile. Halina Pos´wiatowska narra semplicemente della sua esistenza a un amico cieco, presenza costante, protettrice e ammonitrice, insieme, nei brevi anni della sua vita adulta. Descrive la sua infanzia, segnata dall'orrore della guerra, la scuola, gli amici, i primi amori; il tempo trascorso nei sanatori a spiare la sofferenza altrui e a cercare di dominare la propria; l'artista conosciuto e poi sposato e infine scomparso dopo soli due anni; il soggiorno americano, nella vana speranza di una guarigione, e infine il ritorno in Polonia, dettato da inquietudine, nostalgia, disillusione. Una vita segnata da un'unica, costante, ineliminabile condizione: quella in cui ogni respiro è una preziosa, stupenda conquista e ogni palpito del cuore la minaccia della fine o un altro istante strappato alla fine. Ciò che più colpisce, nella spietata e cruda sincerità di queste pagine, è l'attaccamento sensuale, fisico, quasi biologico alla vita che esse producono. Invitano alla commozione, alla condivisione della sofferenza e del dolore, e tuttavia anche a celebrare, curare, amare quella fragile cosa che è il corpo, poiché soltanto in essa si racchiude tutta la bellezza possibile della vita.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA LF POS

MARCELA SERRANO, Noi che ci vogliamo così bene, Milano, Feltrinelli, 2002
Ana, Maria, Isabel e Sara si prendono una vacanza da figli, mariti, lavoro e raccontano, si raccontano. E sono storie di resistenza, come quella della combattuta e combattiva Maria; di rinuncia, come quella di Sara che ha escluso di vivere con un uomo; di vuoto di ogni passione, come per Ana; o della schiavitù di marito e figli di Isabel. Ed è la storia anche di un Cile politicamente inquieto, tra la dittatura di Pinochet e la transizione ai tempi moderni. E fra rabbia e ironia, pena e amore, le quattro donne rinvengono quella forza magicamente femminile che le unisce tra loro e alla Storia, e trovano il bandolo della matassa delle loro esistenze nella profezia di una vecchia guaritrice. Il destino era già scritto nelle quattro carte: bastoni, ori, coppe, spade; e se l'avessero ascoltata, si sarebbero potute risparmiare tante lacrime, molta solitudine, un miscuglio di tranquillanti e alcol, e parecchie altre croci.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA SER

YPSHIMOTO BANANA, Sly, Milano, Feltrinelli, 2001, 131 p.
Kiyose, una giovane disegnatrice di gioielli, decide di realizzare un vecchio sogno condiviso con i suoi inseparabili amici: visitare l'Egitto. Potrebbe essere l'ultima occasione di stare insieme. Takashi è infatti sieropositivo, e lei e Hideo, vogliono fare il pieno di ricordi. Il viaggio intenso, a tratti commovente, riserva l'incontro di attimi che si sanno irripetibili e svela emozioni e colori nuovi al piccolo gruppo fino ad allora chiuso nell'illusione dell'eterna giovinezza. Ancora una volta Banana Yoshimoto affronta il tema della morte con leggerezza e assenza di gravità e, insieme, con una profondità sapienziale e una curiosità cristallina.
COLLOCAZIONE BIBLIOTECA YOS

Progetto ”Comuni Accessibili“

comuni accessibili

Progetto per i nuovi diritti di cittadinanza digitale

Con il contributo di

Crediumbria, banca di credito cooperativo

Partecipano al progetto i comuni di:

Realizzazione a cura di

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