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Festeggiamenti del patrono San BiagioSan Biagio

Il 3 febbraio, sempre in modo molto semplice a causa della rigidità del clima, Porano ricorda e festeggia la figura del patrono, San Biagio, che appare nel logo e nelle insegne del Comune.

L’attaccamento e la devozione alla figura di San Bernardino da Siena, copatrono della città, non inducono certo a dimenticare l’importante statura del vescovo martire cui è intitolata la chiesa parrocchiale, che ospita, all’interno, un affresco trecentesco di scuola orvietana raffigurante il santo.

affresco raffigurante san biagio

Nelle giornate religiose dedicate al patrono, sull’altare maggiore della Chiesa di San Biagio vengono esposte tutte le reliquie che la Chiesa di San Biagio conserva.

laltare maggiore con le reliquie di san biagio

Il primo febbraio 2004 al tesoro parrocchiale si è aggiunta una reliquia della Beata Maria Assunta Pallotta, donata alla chiesa dalle Suore Missionarie Francescane in occasione dell’intitolazione di un largo-giardino alla loro religiosa.

San Biagio Vescovo e Martire

Morto a Sebaste (Armenia), ca. 316

Secondo una tradizione, fu vescovo di Sebaste in Armenia e morì martire sotto Licinio (ca. 316). San Biagio lo si venera tanto in Oriente quanto in Occidente e per la sua festa è diffuso il rito della "benedizione della gola", fatta poggiandovi due candele incrociate (oppure con l'unzione, mediante olio benedetto), sempre invocando la sua intercessione. L'atto si collega a una tradizione secondo cui il vescovo Biagio avrebbe prodigiosamente liberato un bambino da una spina o lisca conficcata nella sua gola.
Per Biagio i racconti tradizionali, seguendo modelli frequenti in queste opere, che vogliono soprattutto stimolare la devozione dei cristiani, sono ricchi di vicende prodigiose, ma allo stesso tempo incontrollabili. Il corpo di Biagio fu deposto nella sua cattedrale di Sebaste; ma nel 732 una parte dei resti mortali venne imbarcata da alcuni cristiani armeni alla volta di Roma. Una improvvisa tempesta troncò però il loro viaggio a Maratea (Potenza). Qui i fedeli accolsero le reliquie del santo in una chiesetta, che poi diventerà l'attuale basilica, sull'altura detta ora Monte San Biagio, sulla cui vetta fu eretta nel 1963 la grande statua del Redentore, alta 21 metri.

Dal 1863 ha assunto il nome di Monte San Biagio la cittadina chiamata prima Monticello (in provincia di Latina). Numerosi altri luoghi nel nostro Paese sono intitolati a lui: San Biagio della Cima (Imperia), San Biagio di Callalta (Treviso), San Biagio Platani (Agrigento), San Biagio Saracinisco (Frosinone) e San Biase (Chieti), ma lo troviamo anche in Francia, in Spagna, in Svizzera e nelle Americhe.

Progetto ”Comuni Accessibili“

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